Interventi di Mariano Corso del Politecnico di Milano e Claudia Magnanini di Spring Professional

Nel dibattito sul lavoro agile che rimarrà anche dopo la fine della pandemia — un momento che finalmente sembra vicini — iniziano a levarsi le voci che spiegano quali evoluzioni sono necessarie perché finisca il lavorare da casa puro e semplice diventi davvero lavoro agile, o meglio ancora smart working. Oggi ne vediamo due.

Una riflessione di Mariano Corso, professore della School of Management del Politecnico di Milano e presidente di P4I, sui temi dello Smart Working e sul ruolo della PA per la ripresa del nostro paese, puntando su formazione, digitalizzazione e modelli organizzativi centrati sul cittadino: “Non…


“Dobbiamo abilitare il quadro giuridico e anche culturale che prenderà il meglio del lavoro in presenza e del lavoro agile”. Un premio a WindTre per un la “ cultura della responsabilità”.

Photo by Magnet.me on Unsplash

Fra i molti integralisti del “solo a casa” o del sempre in ufficio, fa piacere segnalare coloro che prevedono un futuro fatto all’insegna della coesistenza dei due modelli. È il caso delle recenti dichiarazioni del ministro Vittorio Colao — ministro per l’Innovazione tecnologica e la Transizione digitale — al Festival dell’economia di Trento pochi giorni fa: “Sono un grande sostenitore di un futuro che metta assieme il meglio dei due mondi”, presenza e smart working. Dobbiamo abilitare il quadro giuridico e anche culturale che prenderà il meglio del lavoro in presenza e dello smart working. Stiamo stimolando in questo senso…


Le stime italiane parlano di oltre cinque milioni in regime di lavoro a distanza almeno per alcuni giorni al mese. Archiviata l’emergenza Covid — o almeno il suo momento peggiore — servono accordi stabili e norme certe, che garantiscano diritti e doveri senza diventare burocrazia

I bar, in quanto posti pubblici potrebbero essere interdetti al lavoro a distanza (Alexander Kovacs on Unsplash)

Le notizie che riguardano lo smartworking nelle ultime settimane possono apparire un po’ noiose e ripetitive. Mancano gli annunci delle grandi aziende o delle associazioni di industriali locali riguardo al futuro dei propri dipendenti. Quasi tutte le notizie invece parlano di regole, contratti e negoziazioni. Certo virgola non sono storie particolarmente eccitanti, però tutte insieme…


I fondi per i fringe benefits passano da € 258,23 a 516,43

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Un altro segnale della stabilizzazione del lavoro a distanza è stato dato dal governo la settimana scorsa, come riporta fra gli altri salernonotizie.it. Tra gli emendamenti al decreto Sostegni approvati dal Parlamento la scorsa settimana c’è anche la proroga per tutto il 2021 dell’aumento a 516,46 euro destinati ai cosiddetti “fringe benefits”. Si tratta dello strumento di welfare aziendale che consente ai datori di lavoro di cedere ai propri lavoratori un importo da spendere in beni e servizi per allestire l’ufficio in casa.

Dal Decreto sostegni quindi potrebbe…


Lo conferma una ricerca del Politecnico di Milano presentata a un convegno digitale. Lo sforzo fatto è grande ma in futuro sarà impegnativo far sentire i dipendenti più coinvolti nell’azienda

Photo by Tran Mau Tri Tam on Unsplash

Ancora una volta è una ricerca del Politecnico di Milano a indicare la strada su cosa sta succedendo nelle aziende dopo la rivoluzione smart working dovuta alla pandemia e soprattutto a indicare quali sono i settori nei quali lavorare con più attenzione per rispondere al meglio ai cambiamenti in corso. In questo caso si tratta di ricerca dell’Osservatorio HR Innovation Practice della School of Management del Politecnico di Milano, presentata nel corso del convegno online “Il nuovo ruolo della Direzione HR: dall’emergenza alle sfide future”. …


Nel Varesotto la percentuale di aziende artigiane che fanno lavoro a distanza sono schizzate dal 1,5% prima della pandemia al 21% che adesso dice di volerlo consolidare

C’è un articolo di luinonotizie che aiuta a capire cosa sta accadendo allo smart working e al lavoro a distanza adesso che le aziende hanno riaperto. L’articolo riporta un’analisi dell’ufficio studi della camera di commercio di Varese. “Un’analisi condotta su un campione di 300 imprese varesine, appartenenti al manifatturiero industriale e artigiano — si legge nel pezzo -. Se prima della pandemia solo l’1,5% delle aziende artigiane aveva sperimentato lo smart working, durante l’emergenza sanitaria la percentuale ha toccato punte del 18% nel primo trimestre 2020. Questo pur con le difficoltà legate alla scarsa compatibilità dell’attività artigiana, spesso manuale…


Il primo cambia solo il luogo, il secondo è un vero accordo fra azienda e dipendente

Il grafico di uno studio sulle preferenze future dei lavoratori mostrato nell’ultima puntata di diMartedì

È noto, quando si parla di smart working in Italia non c’è accordo neppure sulle definizioni. Molti fanno grande confusione fra smart working, telelavoro e lavoro agile. Questo articolo del portale laleggepertutti.it aiuta a fare chiarezza e inserisce alcune importanti precisazioni contrattuali. Riassumiamo le per punti.

Smart Working, telelavoro e lavoro agile sono tutte modalità di svolgimento della prestazione lavorativa lontano dall’azienda ma ci sono importanti differenze fra l’uno e l’altro.

Il telelavoro è una modalità di svolgimento del lavoro stesso. Non a caso si dice che ciò che è stato fatto durante la pandemia. le aziende sono state costrette…


Un aiuto per cercare un vero impiego in smart working e un libro sul come farlo rendere al meglio

La copertina del libro di Alicia Aradilla

L’Italia è un paese nel quale cambiare lavoro è estremamente difficile. e perciò ancora più Significativo il fatto che secondo una ricerca della fondazione consulenti del lavoro, il 10% di tutti i lavoratori è disposto a cambiare lavoro per trovarne uno da poter svolgere da casa. Ecco che in pochi giorni sono usciti una guida sul come trovarlo e un libro su come farlo rendere al meglio.

Il sito specializzato spremute digitali ha pubblicato recentemente un lungo post per spiegare una strategia mirata a cercare un lavoro in Smart working. Occorre innanzitutto precisare che il sito ha ben presente la…


Oltre al seguito dell’ormai celebre incontro fra Renzi e l’agente segreto all’autogrill, ci sarà anche un pezzo sul lavoro a distanza

Photo by Copernico on Unsplash

Probabilmente molti di quelli che leggeranno questo pezzo aspettano la puntata di Report di stasera per vedere il seguito dell’inchiesta sull’incontro clandestino fra l’ex presidente del consiglio Matteo Renzi e l’agente dei servizi segreti Marco Mancini, del quale la trasmissione d’inchiesta di Rai 3 ha parlato la settimana scorsa.

Qui invece vogliamo segnalare che c’è anche un’altro motivo per guardare la puntata di stasera, ed è più centrale rispetto ai temi trattati di solito da questo blog, come il…


Dovranno averlo aziende con oltre 100 dipendenti, città con più di 50mila abitanti e pubbliche amministrazioni

Ridurre il traffico delle ore di punta sarà un loro compito (Photo by Nabeel Syed on Unsplash)

Per il momento è solo un decreto, ma l’attuale governo è intenzionato a farlo diventare una legge. Le aziende con oltre 100 addetti, le città con oltre 50.000 abitanti e le pubbliche amministrazioni dovranno avere il Mobility Manager. Del provvedimento — che ufficializza un lascito importante per il periodo di Smart Working coinciso con la pandemia — si parla da un anno. Quando si parla di aziende, il provvedimento spiega che il mobility manager deve avere “funzioni di supporto professionale alle attività di decisione…

Damiano Vezzosi

Giornalista, lavoro nel marketing e comunicazione. Vivo in Irlanda, qui scrivo di smartworking e dintorni

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